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sala di disegno e delle sue dipendenze colla mobilia, nelle stesse proporzioni.
Le piante di molte altre scuole comunali, costruite dal 1860 al 1873, erano
riprodotte con fotografie a 5 millesimi, e con altre si rappresentavano le
sale d’asilo e le scuole, mentre i bambini v’ attendevano allo studio, e la
mobilia di esse. De’ banchi e delle panche di scuole ad altezza mobile,
introdotti, per prova, nelle scuole superiori, si vedevano in un modello ri-
dotto altresi al decimo. Dei Collegi municipali e delle scuole superiori mu-
nicipali eran presentate le piante. Non mancava un tipo di biblioteca sco-
lastica, contenente dei saggi di premio , dei libri di lettura, de’ libri d’inse-
gnamento. Poi veniva il materiale d’ insegnamento per le scuole, e quello
delle sale d’asilo; infine i registri di classe e i regolamenti di studio. Seguiva
1’ insegnamento dei disegno, quello d’arte (ornamento, fiori, figure); e il
geometrico (architettura e macchine), nelle scuole di sera comunali e sus-
sidiate; in queste ultime, anche quello della scoltura per gli apprendisti
e gli adulti; il disegno d’arte e l’industriale nelle scuole di giorno sus-
sidiate per le giovani e le donne. Questa eccellente esposizione era corredata
da due pubblicazioni ottime. La Relazione dell’ ispettore Greard sull’istru-
zione primaria in Parigi e nel Compartimento della Senna; e pareechi vo-
lumi, pubblicati per sua cura, a spesa dei Comune e distribuiti gratuita-
mente ai maestri; il che non ho visto farsi, che nel Comune di Parigi, e nel
Regno d’Ungheria. Una sola lacuna m’e parso scorgere in questa esposizione
municipale. Ch’essasi contenesse in alcuni gradi d’ insegnamento, dipendeva
dal!’ appartenere a un municipio, ne v’ e nulla a ridire; ma, per mostrare il
frutto che codeste scuole davano, cosi bene ordinate, sarebbero bisognati i
lavori degli scolari, e di questi non ve n’era.
7. Alla Francia — e questa volta fortunatamente non per ragion di con-
trasto, — farö seguire 1’ Impero di Germania. Questo aveva voluto mostrare
la recente unitä sua visibilmente, sieche i diversi Stati, in buona parte tuttora
autonomi, dei quali si compone, non avevano aspetto l’uno in disparte dall’al-
tro, ma tutti insieme; se non che a pareechi segni appariva che le singole
amministrazioni non erano state contente di doversi, per cosi dire, ecclissare
in questo piü largo e splendido sole. A un cosi grande e nobile consorzio di
nazione, la cui riputazione e tanta e cosi meritata in ogni parte della coltura
pubblica, era bisognato, per mostrare le condizioni nelle quali questa e presso
di essa, un edificio apposito. Come soleva accadere di simili edificii distaccati,
anche questo dell’Istruzione germanica si trovava dirimpetto alle sale dell’e-
dificio principale, nelle quali era allogata 1’esposizione industriale dello stesso
paese, lungo il lato settentrionale. Un parallelogrammo, lungo un settanta
metri, largo un venti, rilevato sul mezzo da due corpi avanzati, e in islile
gotico tedesco raccoglieva tutto quanto s’atteneva alla scuola cd alla coltura
uazionale.
Questo spazio, che in astratto puö parere grande, era scarso al bisogno.
D’altra parte, l’autonomia degli Stati s’era rivelata in questo, che non tutte
le amministrazioni d’ istruzione pubblica avevano inteso ed eflettuato il Pro-
gramma nella stessa maniera. Del rimanente, non v’e paese, il quäle meglio
della Germania fosse in grado di sentire, che quest’effettuazione, quando il