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Full text: Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 2: Esposizione temporaria degli animali bovini, ecc. Esposizione cavallina

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ESPOSIZIONE TEMPORÄR! A DEGLI AMMALI. 
al quäl risultato, essi dicono, bisogna avere il massimo riguardo eziandio 
trattandosi della grande pastorizia con sistema cstenslvo. Questa, se non poträ 
attendere direttamente aH’ingrassamento, troverä perö sempre il massimo 
vantaggio nella vendita dei montoni adulti da ingrassare. 
L’awiso adunque in eui convengono quasi all’unanimitä i pareri dei 
pratici e dei teorici riesce a questo appunto, di accrescere con ogni mezzo 
possibile la taglia e la corpulenza degli animali con lana mezzo fina, lasciando 
da parte lo speciale riguardo della qualita flnissima delle lane. 
Sono tanto piü degni di osservazione qnesti risultati in quanto si riflettono 
ad una razza di recente migliorata e giudicata giä molto diflicile ad adattarsi 
agli ordinari trattamenti dai migliori allevatori d’Europa. 
Sicuramente che simili tentativi meritano d’essere seguitati e ripetuti ed e 
noto che lo stesso esito favorevole dell’incrociamento scompare per ritornare 
alle forme della razza antica, se l’accoppiamento col puro sangue non e ri- 
petuto per Io meno su quattro generazioni successive; il che vuol essere valu- 
tato anche a spiegazione dei molti risultati solo parziali ed anco nulli che 
si lamentano. 
wota. — Ho accennato superiormente ad nn tentativo fatto in Italia coli’ introduzione det 
lipo piü distinto degli animali da lana e da macello ad nn tempo, il merino Rambouillet dello 
Slabilimenlo dei sig. Victor Gilbert (Seine et Oise). 
Sul risultato di questo lodevolissimo tentativo ho raccolte in seguito le maggiori informa- 
zioni, che mi pregio di riportare credendole veramente a proposito. 
Fu l’egregio sig. conte Carlo Botticelli di Napoli che dieci anni or sono acquistava al prezzo 
di piü migliaja di lire ciascuno un lotto di arieti Rambouillet di altissima statura dal suddetto 
Gilbert, e li portava come miglioratori de’ suoi greggi nell’Abruzzo, circondario di Avezzano. Lo 
scopo era quello da noi piü sopra commendato. di migliorare la lana ed accrescere la taglia della 
razza locale. 
Gli ostacoli ad ottenere lo scopo erano preveduti nella differenza dei clima e sopratutto nella 
qualita dei pascoli e nel sistema transumante della pastorizia a cui certamente codesti animali 
corpulenti non si mostrano adatti. 
Tuttavia i risultati ne seguirono non meno importanti e lodevoli. 
Crebbe di tanto la taglia dei nati meticci, non da eguagliare la corpulenza dei padri, ma tut 
tavia da superare di molto la statura ed il peso delle madri. Il peso dei vello, che prima era per 
media di chilogrammi 1,750, si accrebbe sempre per mcdia lino a chilogrammi 2,200, e aumentö con- 
siderabilmente in finezza. E mentre gli arieti dell’ antica razza non davano che chilogrammi 2,500 
per vello, i nuovi arieti meticci ne rendono 3,165 ed anche piü. 
Sfortunatamente sopravvennero a sconcertare 1’esito dell’esperimento oltremodo interessante 
le condizioni luttuose dei brigantaggio, che ö increscioso dt qui ricordaro come ultima conseguenza 
d’un passato disastroso. 
I greggi dei prelodato Signore furono come altri devastati: egli perdette a diverse riprese piü 
di tremila capi, vandalicamente sgozzati, tra cui quasi seicento meticci ottenuti dai costosissimi 
Rambouillet, e fu costretto a continuare il suo benemerito tentativo soltanto sopra alcuni rima- 
sugli della razza Gilbert i quali non lasciarono di progredire nella loro favorevole Influenza. 
Aggiungono difatti le informazioni avute che gli animali di nuova importazione mostravano 
una decisa maggiore esigenza nell’ alimentazione, che era necessario fornir loro mediante una ra- 
ziene sussidiaria di fieno ed avena , non bastando il pascolo all’aperto. 
Anche gli allievi meticci si mostrano piü esigenti stante il maggior peso vivo, ma tuttavia 
questa loro esigenza si traduce piuttosto in una maggiore voracitä di cui vanno dotati, per la 
quäle accettano per cibo e ricercano eziandio molte erbe e foglie che non sono appetite dagli ani 
mali di razza locale. Torna perö loro necessaria un’abbondante alimentazione all’ epoca in cui 
vengono spoppali.
	        
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