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Full text: Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 2: Esposizione temporaria degli animali bovini, ecc. Esposizione cavallina

G4 ESPOSIZIONE OAVALI.ÜVA. 
Ferrara, fu giudicato un po’piccolo ed egualmente accadde al mezzo sangUe 
Ghiardo di anni 4, bajo, della provincia di Reggio Emilia, ed il sesto, Se- 
vero, di anni 6, sauro, della razza Romana Tittoni, distinto carrozziere, fu 
trovato un poco defieiente nei garretti. 
Nel complesso perö gli ippofili trovarono, che questi prinii saggi erano 
oltremodo soddisfacenti, poiche altrove non si era ottenuto altrettanto se non 
dopo parecchie generazioni. II Ministero di Agricoltura italiano consegui nie- 
daglia di merito. 
Al nostro gruppo furono fatti gli elogi nel Giuri sulla bontä e sul buon 
gusto delle bardature dei cavalli, e per Ia semplice eleganza colla quäle 
erano vestiti i palafrenieri, ed io aggiungerö che questi giovani soldati ese- 
guirono lodevolmente il loro servizio. 
Essendomi sempre ed appassionatamente occupato della nostra industria 
cavalli na e conoscendo la forza rispettiva dei nostri cavalli e dei cavalli russi 
al trotto, non esitai a dichiarare a taluni proprietarj di cavalli russi, i quali 
magnificavano la velocitä e resistenza dei loro trottatori, che noi pure ne 
avevamo di eccellenti, e li assicurai che i nostri trottatori non sarebbero 
distanzali. 
Il 22 settembre ebbero luogo le corse al trotto; noi vi avevamo 8 cavalli 
inscritti, uno dei quali fu ritirato, e dei 7 rimasti, 5 vinsero e 2 arrivarono 
benissimo plazsati. Il risultato non poteva essere piü splendido e dimoströ 
ciö che io ebbi gia altra volta a scrivere in proposito: poiche i trottatori ita- 
liani furono giudicati piü belli e non meno veloci degli altri concorrenti. 
Infatti, in corsa a pariglie, non vi e esempio che siano stati percorsi 
metri 8844 in 47 minuti e 48 secondi al trotto, con veicoli a quattro ruote, 
a quattro posti e con due persone. 
Non deve essere senza interesse l’apprendere che il generale Mengen, 
Ispettore delle razze e Depositi dell’ Impero Austro-Ungarico, subito dopo 
veduto il risultato delle corse al trotto, chiamo a se gli utliciali superiori 
Direttori delle razze dello Stato ed ordinö loro che d’ ora innanzi i pro- 
dotti di mezzo sangue, prima di essere destinati alla l'iproduzione, vengano 
esercitati e provati alle corse al trotto. 
All’udire tanto splendidi successi, nascerä in molti la giusta curiositä di 
conoscere la genealogia dei cavalli che li ottennero, ed io sarö felice, ed 
anche un poco orgoglioso (vedendovi una validissima sanzione alle mie teorie) 
nel rispondere che quei cavalli provengono tutti da puro e mezzo sangue 
inglese O. 
( ) I.a Direzione generale degli Ilaras russi, eon note ulHciali ed ufilciose, cliiese la genealogia 
dei cavalli italiani che corsero a Vienna e la media dei tempo che impiegarono, nel 1873, i nostri 
trottatori su Ippodromi italiani per ogni chilometro di percorrenza. Al quäle desiderio noi debi- 
tamente ci affrettammo di ottemperare, inviando i relativi documenti. 
Il solo Rigoletto 6 il prodotto di un secondo incrocio con puro sangue; degli altri che corsero 
a Vienna non potevasi neppure dir tanto. Il confronto dei risultati coi mezzi che li procurarono 
cagionö tanta meraviglia a Pielroburgo, che il cav. Moerder, segretario generale della Direzione 
degli Ilaras, mi scriveva: Les personnes qui ont vu le cheval (Vandalo) d Vienne en font le plus grand 
eloge et vos trotteun Haltens, en general, ont fait penser nos eleveurs.
	        
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