8 GRUPPO V - SEZIONE D.
quelle del Piemonte, e 2,500 nelle provincie del Veneto, dell’Italia centrale,
e meridionale. — II numero degli operai direttamente occupati in questa
industria puö ritenersi non inferiore ai 20,000; nel quäl numero vanno com-
presi, oltre i tessitori, tutti gli addetti alle operazioni sussidiarie della tessi-
tura, quali sono le operaje incannatrici, le orditrici, le spoliere, coloro che
piegano e rimettono le catene, che assortiscono la seta, ecc. — II valore medio
del prodotto di 12,000 telaj, ritenuto che lavorino senza interruzione, puö ag-
girarsi fra i 35 e i 40 milioni di lire, di cui un terzo e rappresentato dalla
tintura e dalla mano d’opera e le altre due parti vanno attribuite alla ma-
teria prima.
E poca cosa in vero, specialmente se si volge il pensiero all’enorme quan-
titä di seta annualmente prodotta nel nostro paese; ma quand’anche taluno,
non ammettendo il numero dei telaj da noi induttivamente presunto, potesse
anche accertarne qualche migliaja di piü nel Yeneto e nell’Italia centrale e
meridionale, non per questo gli sarebbe egualmente agevole provare un pro-
porzionato aumento di produzione; inquantoche, all’ infuori di quelli addetti
alle fabbriche lombarde e piemontesi, e meno qualche lodevole ma rara
eccezione, tutti gli altri telaj non presentano una durevole attivitä, un lavoro
continuato tutto l’anno, ne perciö una produzione adequata. — E qui giova
ripetere che delle fabbriche sovraccennate, ove si guardi alla organizzazione,
ai perfezionamenti introdotti ed alla pregiata qualitä della produzione, quelle
specialmente delle provincie di Milano e di Torino applicate alla fabbrica-
zione delle Stoffe operate e lisce, quelle della provincia di Genova che pro-
ducono ai velluti, e, piü di tutte anche per la rilevanza, quelle di Como,
che lavorano stofTe liscie, offrono guarentigie di una sollecita ed estesa rige-
nerazione manifatturiera. — Una compensazione ai numero poco considere-
vole dei telaj da seta occupati in Italia, in confronto a quelli battenti presso
le altre nazioni principali, trovasi, e di sommo momento, nella stragrande
quantitä di seta greggia da noi prodotta. — Cosi e: nell’industria tessile il
nostro paese e fra gli Ultimi d’Europa per importanza, ma nella produzione
serica agricola esso occupa il primo posto fra tutte le nazioni piü sericole. —
Alla produzione e alla lavorazione della seta, principalissima fra le industrie
italianc, sono strettamente collegati tutti i rami della nostra vita economica,
dair agricoltura sino alle manifatture, alle banche ed al commercio. — In
circa 100 circondari che appartengono a 40 provincie d’Italia 0); e che
rappresentano in superßcie quasi la metä del nostro suolo, e estesissima, da
molti anni, la trattura della seta, mentre la torcitura e quasi esclusivamente
esercitata nelle provincie della Lombardia e del Piemonte.
Secondo i piü autorevoli riscontri, prima dell’anno 1855, ossia prima che
si sviluppasse 1’ atrofia del baco da seta, la produzione ordinaria della seta
in Italia stimavasi di circa 50 milioni di chilogrammi di bozzoli; cifra che
secondo alcuni statistici equivarrebbe alla quinta parte della produzione
(1) Fra le 40 provincie, quella di Como e quella d’Otranto segnano i due estremi, massimo e
minimo, della scala della produzione serica. Anzi quella di Como ordinariamente da quasi il
doppio di quanto suole produrre la piü feconda fra le altre provincie del Regno d’Italia.