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Full text : Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 3, Gruppo V. Sez. D - Seta e tessuti di seta

ARCHITETTURA.

älTottagono  per  mezzo  di  certi  giuochi  di  piani,  in  eui  la  stereotomia  ha  da
discervellarsi;  ora  da  un  minareto,  che,  come  la  cupola,  nascendo  da  terra
semplice  e  grave,  a  poco  a  poco,  con  abilitä  d’arte  rarissima,  si  compüca,
s’arricchisce,  si  sminuzza  in  ballatoi,  in  mensole,  in  archi,  per  finire  con  uu
cupolino  allnngato,  che  brilla  d’oro.
Dopo  qnesto  palazzo  di  un  re  orientale,  la  piü  notevole  cosa  architettönica
della  mostra  di  Vienna  era  una  casa  di  contadini  russi.  I  due  paesi  sono  tanto
diversi,  ma  le  due  arti  sono  strette  cugine.  Salvo  il  cawino,  che  e  costrutto
in  malloni,  tutto  il  resto,  mura,  pareli,  soflitti,  copertura  del  tetto,  e  in  legnö.
1  muri,  formati  di  alberi  perfettamente  cilindrici  e  uguali  posti  l’uno  sull’altrö
e  incastonati  negli  angoli  per  modo  che  le  teste  sporgano  un  poco  dal  piano
della  casa,  vanno  impalliacciati  neH’interno  di  assi  ben  commes.i  e  ben  levigati,
come  nel  pavimento  e  sotto  al  solaio.  Il  cortile,  chiuso  da  tre  lati  con  Ire  piccoli
  corpi  di  fabbrica  di  diverse  altezze,  nel  quarto  e  protetto  dallo  steccato,
che  in  mazzo  ha  una  tettoia  portata  da  colonne  tornite  e  da  riechi  beccatelli,
come  appunto  nel  Cairo,  ed  anche  nel  Giappone  ed  in  China.  In  fondo  le  stalle;
a  sinistra  la  casa;  nel  piano  terreno  fmestrelle  anguste,  piü  larghe  che  alte,
quasi  spiragli;  nel  primo  piano  finestre  piü  grandi,  con  gli  oscuri  che  si  aprono
esternamente;  l’ultimo  piano  rannicchiato  nella  inclinazione  del  tetto  acuto;  il
lusso  di  un  portichetto,  con  sedili  da  godere  il  fresco  Testate,  e  di  una  loggia
aperta.  Ma  il  singolare  non  istä  in  altro  che  nella  decdrazione,  la  quäle  e  tutta
formata  di  tavole  che,  piane  sulle  due  facdie,  mostrano  i  lati  a  ritagli  e  Tintorno
  a  buchi  d’ogni  sorta  di  forme.  Codeste  tavole,  cosi  a  disegno  senza  rilievo,
  corrono  in  giro  alle  finestre  a  modo  di  stipiti,  sporgono  sull’alto  di  esse
a  modo  di  sopraornati,  diventano  fascie,  cornici,  davanzali,  cancelli,  gocciolatoi,
  aeroterii,  creste  di  copertura;  pendono,  come  nappe  o  fiocchi,  dal  mezzo
e  dalie  parti  del  frontispizio,  nella  continuazione  delle  due  falde  del  tetto;  figurano,
  alTalto  di  tale  frontispizio,  due  draghi  in  sembianza  di  cavalli  marini,
e  proprio  sul  vertice  un  gallo,  che  par  che  canti.
I  disegni  di  esse  tavole,  a  fiori,  a  foglie,  a  raggi,  a  nodi  e  garbi  geometrici,
  fanno  pensare  ai  pizzi  antichi  di  Burano,  ai  merli  delle  tovaglie  da  altare,
  ai  margini  ritagliati  di  quei  santini,  che  regalano  per  la  prima  comunione,
  ed  a  quelle  carte  a  bucherelli,  che  i  confettieri  di  Genova  distendono
sulle  ioro  ghiotte  frutta  candite.  E  una  ornamentazione  adattatissima  all’architettura
  in  legno,  e  che,  avendo  un  belTaspetto  di  ricchezza,  riesce  non  ostante
molto  economica.  SulTasse  ben  piallato  si  traccia  con  lo  spolverö  un  disegno
nuovo  od  uno  di  quegli  stampi,  che  sono  belli  e  preparati;  poi  con  lo  scarpello
  o  con  una  forma  tagliente  si  buca  via  via  la  tavola  come  piace;  poi  s’inchioda,
  s’incastra,  0  s’incolla  sull’ossatura  delTedificio.  Gli  Svizzeri  nelle  loro
fcasette  ed  i  Tedeschi  nelle  loggie  e  gallerie  di  che  abbondano  i  loro  edificii
di  campagna,  seguono  spesso  il  medesimo  sistema  decorativo;  e  ne  soverchiavano
  gli  esempi  alla  Esposizione,  dove  i  grandi  portoni  del  recinto,  le  vie  coperte,
  le  edicole  per  i  servizii,  gT  immensi  padiglioni  per  Tagricoltura  e  per
aitre  mostre  speßiali,  erano  appunto  ornati  assai  riccamente  con  tavole  piatte
ritagliate  a  disegno.  Ma  in  Germania  codesta  architetlura  presenta  un  caratterd
tutto  moderno,  e  s’  indovina  che  la  decorazione  e  una  appiccicalura  osteticd
Esposiziorie  Univers.  1873  —  Gruppo  XXV.  3
            
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