ARCHITETTURA.
älTottagono per mezzo di certi giuochi di piani, in eui la stereotomia ha da
discervellarsi; ora da un minareto, che, come la cupola, nascendo da terra
semplice e grave, a poco a poco, con abilitä d’arte rarissima, si compüca,
s’arricchisce, si sminuzza in ballatoi, in mensole, in archi, per finire con uu
cupolino allnngato, che brilla d’oro.
Dopo qnesto palazzo di un re orientale, la piü notevole cosa architettönica
della mostra di Vienna era una casa di contadini russi. I due paesi sono tanto
diversi, ma le due arti sono strette cugine. Salvo il cawino, che e costrutto
in malloni, tutto il resto, mura, pareli, soflitti, copertura del tetto, e in legnö.
1 muri, formati di alberi perfettamente cilindrici e uguali posti l’uno sull’altrö
e incastonati negli angoli per modo che le teste sporgano un poco dal piano
della casa, vanno impalliacciati neH’interno di assi ben commes.i e ben levigati,
come nel pavimento e sotto al solaio. Il cortile, chiuso da tre lati con Ire pic-
coli corpi di fabbrica di diverse altezze, nel quarto e protetto dallo steccato,
che in mazzo ha una tettoia portata da colonne tornite e da riechi beccatelli,
come appunto nel Cairo, ed anche nel Giappone ed in China. In fondo le stalle;
a sinistra la casa; nel piano terreno fmestrelle anguste, piü larghe che alte,
quasi spiragli; nel primo piano finestre piü grandi, con gli oscuri che si aprono
esternamente; l’ultimo piano rannicchiato nella inclinazione del tetto acuto; il
lusso di un portichetto, con sedili da godere il fresco Testate, e di una loggia
aperta. Ma il singolare non istä in altro che nella decdrazione, la quäle e tutta
formata di tavole che, piane sulle due facdie, mostrano i lati a ritagli e Tin-
torno a buchi d’ogni sorta di forme. Codeste tavole, cosi a disegno senza ri-
lievo, corrono in giro alle finestre a modo di stipiti, sporgono sull’alto di esse
a modo di sopraornati, diventano fascie, cornici, davanzali, cancelli, gocciola-
toi, aeroterii, creste di copertura; pendono, come nappe o fiocchi, dal mezzo
e dalie parti del frontispizio, nella continuazione delle due falde del tetto; figu-
rano, alTalto di tale frontispizio, due draghi in sembianza di cavalli marini,
e proprio sul vertice un gallo, che par che canti.
I disegni di esse tavole, a fiori, a foglie, a raggi, a nodi e garbi geome-
trici, fanno pensare ai pizzi antichi di Burano, ai merli delle tovaglie da al-
tare, ai margini ritagliati di quei santini, che regalano per la prima comu-
nione, ed a quelle carte a bucherelli, che i confettieri di Genova distendono
sulle ioro ghiotte frutta candite. E una ornamentazione adattatissima all’archi-
tettura in legno, e che, avendo un belTaspetto di ricchezza, riesce non ostante
molto economica. SulTasse ben piallato si traccia con lo spolverö un disegno
nuovo od uno di quegli stampi, che sono belli e preparati; poi con lo scar-
pello o con una forma tagliente si buca via via la tavola come piace; poi s’in-
chioda, s’incastra, 0 s’incolla sull’ossatura delTedificio. Gli Svizzeri nelle loro
fcasette ed i Tedeschi nelle loggie e gallerie di che abbondano i loro edificii
di campagna, seguono spesso il medesimo sistema decorativo; e ne soverchia-
vano gli esempi alla Esposizione, dove i grandi portoni del recinto, le vie co-
perte, le edicole per i servizii, gT immensi padiglioni per Tagricoltura e per
aitre mostre speßiali, erano appunto ornati assai riccamente con tavole piatte
ritagliate a disegno. Ma in Germania codesta architetlura presenta un caratterd
tutto moderno, e s’ indovina che la decorazione e una appiccicalura osteticd
Esposiziorie Univers. 1873 — Gruppo XXV. 3