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Full text: Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 6, Gruppo II: Lane, bachicoltura, apicoltura ; stazioni sperimentali agrarie

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GRUPPO II. 
eccezione le provincie meridionali deH’Impero Austro-Ungarico, le quali 
trovansi, sotto l’aspetto di questa industria, nelle stesse condizioni delle 
provincie italiane a cui sono limitrofe. 
Gia da parecchi anni codesti lodevolissimi tentativi si ripetono presso 
Je popolazioni delle provincie tedesche, boeme, polacche ed ungheresi del- 
l’Impero, e gli stessi sforzi si adoperano dai prussiani, vürteraburghesi e 
bavaresi. Si sono giä da tempo costituite delle societä per la diffusione della 
sericoltura, altre se ne eressero per la acclimazione e la piantagione del 
gelso, si fecero ovunque studi ed esperienze, si divulgarono con ogni 
mezzo le migliori teorie, si istituirono corsi d’insegnamento, e tutto que- 
sto per iniziativa di uomini egregi, illuminali, con sussidii d’ogni fatta 
per parte dei governi, con ogni sorta di incoraggiamenti; ma convien 
dire che i risultati sono ancor lungi dal corrispondere a tante speranze, 
e sopratutto che la sericoltura e ancora ben lontana dal prendere posto 
fra le ordinarie coltivazioni anche le meno irnportanti di quelle contrade. 
Non e fuor di luogo l'accennare avanti tutto questo fatto volgare ma 
rilevante , mentre dovremo veder lodare e premiare non pochi esempi di 
buon volere e di intraprendenza; imperocehe giova trarne dal fatto me- 
desimo un insegnamento, che vuol essere ricordato a tutti coloro, che troppo 
facilmente si fanno apostoli e promotori di industrie agrarie e di coltiva 
zioni che noi non abbiamo e che vorrebbero sostituite od aggiunte a 
quelle che formano attualmente il vanto e la ricchezza propria e principale 
del paese. Conviene cioe in quesli casi considerare le grandissime e non 
sempre prevedibili difficoltä che si oppongono ad ogni radicale innovazione 
nelle consuetudini agrarie, le quali non dipendono soltanto dalla non con- 
facenza del clima e del terreno (contro cui Fagricoltore dispone ancora di 
qualche mezzo efficace) ma dipendono da una serie ben piü molteplice e 
varia, e talvolta indeclinabile di perdite, di contrarietä, di spostamenti, di 
maggiori spese, di tempo, di fatica e che finiscono per essere ostacoli 
insuperabili. 
II danno maggiore poi e che troppo spesso non si considera, trattan- 
dosi di innovare in paesi che hanno una costituzione agraria ben asse- 
stata, con coltivazioni varie e regolarmente Ordinate e quello, che una 
nuova industria. per quanto lucrosa, non puö introdursi senza spostare e 
spesso senza sconvolgere tutto l’ordinamento agrario, a segno che quan- 
d’anche la riuscita coronasse gli sforzi degli innovatori, non si arriverebbe 
ad altro che a sostituire ad un prodotto nostro, per cui abbiamo tradi- 
zioni e non temiamo concorrenza, un altro reddito per cui dobbiamo 
procurarci credito e pel quäle abbiamo a superare la concorrenza d’altri 
produttori piü esperti. 
Senza che la massima si possa generalizzare ad ogni caso, importa perö 
aver presente che la grande divisione del lavoro agrario ed industriale 
e pur sempre di un utile incontestabile, tanto se si considera il grande
	        
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