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GRUPPO II.
raraente e degna di rappresentare il merito e l’abilitä di quel paese in
quanto riguarda l’apicoltura, se non le avesse tolto alquanto d’effetto l’essere
frazionata e sparsa nei diversi compartimenti provinciali, talche si
avrebbe potuto piü difficilmente giudiearla pari in merito alle esposizioni
speciali d’apicoltura, che costi si tennero negli anni addietro.
Dall’aspetto generale di quell’esposizione si potrebbe anche arguire»
come la maggiore preoccupazione di quei coltivatori sia ancora la costruzione
dell’ arnia e dell’ arniaio ed il mezzo di ovviare con essa asrli inconvenienti
di un clima freddo e di un inverno lunghissiino, quindi
tutto lo studio che ho accennato intorno a questo argomento; ma la maggior
parte dei tentativi anche piü lodevoli sembrano purtroppo aver trascurato
un elemento essenziale quäl e il costo deü’abituzione delle api.
Nella maggior parte dei casi si notava un certo quäl scialo di materiali
piü costosi ed appariseenti, un’accuratezza di modanature che si accostava
ad un certo quäl lusso architettonico come a dire, pareti a specchi di
legno lucido incastonate in cornici parimenti lucide, chiavistelli e cerniere
eleganti, e gli arniai architettati a forma di capanne e di tempietti, e
le arnie triple e quadruple adornate a colori e con simili altri accessorii.
Ciö pur troppo lascierebbe supporre che 1’apicoltura anche in Germania
non sia ancora dei tutto uscita dalle mani di quelle persone che ne fanno
un’accupazione geniale, se non un passatempo; e per quanto lo studio e
l’osservazione abbiano contribuito a farne una coltivazione razionale, pare
essa non abbia ancora ottenuto il completo assestamento di una vera industria
Iucrante.
Esposizione apistica dclla Francia e deil’AIgeria.
Dalla Francia si ebbe uno studio organografico dell’ ape esposto dal
signor Carlo Gaurichon , ed una completa serie di apparecchi d’ apicoltura
esposti dal signor E. Drory di Bordeaux, che meritarono una distinzione
ai rispettivi espositori principalmente per 1’ ordine e 1’ arte con
cui erano disposti.
Miele e cera di ottima qualitä si ebbe dall’Algeria; costi si deve principalmente
al clima la facilitä dell’ allevamento e 1’ attenzione che gli
arabi stessi prestano, specialmente da che, coll’estendersi della coltivazione
degli alberi da frutto come i carrubi, i lichi e alcune labiate arboree e
reso possibile il superare l’ariditä estiva e la stagione piü nociva alle api.
E nota 1’attenzione e la premura che pongono gti arabi alla coltivazione
delle api senza che si possa dire che vi abbiano applicati i sistemi
razionali; una statistica nel 1866 calcola a 6421 le arnie tenute dagli
apicoltori europei in n.° di 493, ed a 154,000 le arnie possedute dagli