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GRUPP0 VIII.
forme esteriori. Ma non tutti i lavori intag-liati e scolpiti furono collo-
cati in questa sezione, e di alcuni dovemmo giä tenere parola, avendoli
altrove incontrati.
Quanto sia antica e famosa in Italia l’arte d’intagliare il legno, quanto
questo paziente lavoro abbia resi celebri moltissimi artefici dei secoli pas-
sati, come la gentile Siena sia stata sempre la florida cuna di questa nobile
professione, credo di averlo chiaramente dimostrato in altri miei scritti (*),
e piü diffusamente nella mia reeente pubblicazione sulla scultura e tarsia
in legno degli antichi tempi ad oggi ( 2 ).
Ma avendo promesso in questa ultima mia opera di voler cogliere
qualunque opportunitä per ampliare o rettificure le notizie giä dateintorno
questa vetustissima arte, cos'i mi credo in obbligo di dover qui registrare
qualehe nuovo cenno intorno ad antichi lavori di legno, che fin qui erano
rimasti ignorati o poco conosciuti. Ne penso poter esser ciö riguardato
come un fuor d’opera, ma un utile compimento a quanto dissi sulla scul
tura in legno, ed una nuova occasione di studio per coloro che si appli-
cano a questa arte gentile.
Le grandi mostre artistiche industriali che si sono succedute dal 4864
ad oggi hanno provato ad evidenza che in Italia, piü che in qualunque
altro paese, riesce indispensabile agli artefici il curare le qualitä estetiche
dei loro lavori, per poter meglio vincere qualunque estera concorrenza.
I mobili nostri scolpiti e intagliati in generale, mentre sono prege-
voli per soliditä e cura nella esecuzione, peccano qualehe volta per miseuglio
di uno stile coll’altro, per dissonanza di linee, per poca armonia in tutte
le loro parti.
Questo complesso di errori ofiendendo il sentimento estetico, sacrifica
spesse fiate ancora la sostanza stessa dell’opera, ossia l’uso al quäle deve
servire; e di leggieri dimostra come la mente dell’operaio si trovi errante
nella ricerca di un tipo che gli manca, e che non gli riesce a creare per
insulficiente cultura, e per mancanza di studi relativi.
Essendo questo un fatto innegabile, e che ogni giorno si rinnuova,
piü forte sento il bisogno di chiamare la mente dei giovani operai allo
studio degli antichi modelli, e piü grande il dovere di loro indicarli.
E tanto piü mi sento spinto a porgere nuovi esempi da seguirsi agli
studiosi, in quanto che anche nella reeente esposizione di Vienna abbiamo
dovuto toceare con mano, che quest’industria dei legno presso altri popoli
e molto piü accuratamente coltivata di quello che non lo sia fra noi.
E di fatti troviamo in esteri paesi una varietä forse minore di forme
nei lavori, ma quasi sempre irreprensibili dal lato artistico, perche gran
demente studiate. Ne quella costanza di predilegere modelli, che il gusto
(1) Yedi Finocchietti: Opcre citat©.
(2) Idem. v