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Full text : Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 7, Gruppo VIII. - Industria del legno. Id. - scultura in legno. [Gruppo] XIII. - Carozze

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GRUPPO  VIII.

spigliato  modo  di  trattare  Ia  figura,  del  suo  intelligente  metodo  di  composizione.
  Ma  in  nessuna  circostanza  il  Besarel  aveva  presentati  oggetti
di  tanta  eccellenza  e  di  tanta  varietä  eome  si  piacque  fare  a  Vienna.
Egli  si  rivelö  li  nel  suo  piü  grande  splendore  artistico,  e  fino  dal
primo  momento  che  i  suoi  lavori  furono  scoperti  alla  pubblica  vista,
ebbe  la  soddisfazione  di  sentirli  grandemente  encomiati.
Un  giorno  mentre  egli  intendeva  alla  collocazione  loro,  un  personaggio  a
lui  incognito  si  fermö  davanti  a  quegli  stupendi  lavori,  e  sorpreso  della
loro  bella  composizione,  non  pote  frenarsi  dallo  stringere  la  mano  al  Besarel, ­
  esclamando:  onore  a  Voi,  onore  a  Venezia,  onore  all’Italia.  Quel  personaggio
  era  il  Barone  Schwarz-Senborn,  direttore  generale  della  esposizione.

Il  grandioso  caminetto  sorretto  da  due  cariatidi  fermava  l’attenzione
generale  per  la  sua  bella  composizione,  per  i  suoi  ornati  larghi  e  bene
intesi,  e  per  la  disinvolta  maniera  colla  quäle  era  stato  eseguito.  Troppo
lungo  sarebbe  qui  l’analizzare  tutti  i  mobili  esposti  dal  Besarel  al  giudizio
del  giuri,  il  quäle  dopo  averli  attentamente  esaminati  dovette  convincersi
che  erano  meritevoli  della  piü  alta  ricompensa;  e  difatti  per  voto  unanime
fu  aggiudicato  loro  il  gran  diploma  d’onore.
Il  Besarel  si  meritava  per  molti  rispetti  una  tale  onorevolissima  distinzione,
  e  principale  fra  tutti  era  quello  di  aver  sempre  progredito  nell’arte,
e  averla  applicata  non  solo  al  legno  quanto  al  marmo,  che  egli  tratta  colla
medesima  valentia.  Ma  la  sua  maggiore  predilezione  fu  sempre  ed  e  per
il  legno,  il  quäle  forse  con  piü  sollecitudine  si  presta  a  tradurre  in  atto
i  grandiosi  concetti  della  sua  mente.  Ed  in  questo  il  Besarel  e  degno
seguace  ed  imitatore  del  suo  illustre  concittadino  Andrea  Brustolon  che
sempre  preferi  il  legno  al  marmo,  perche  con  maggior  prontezza  si  adattava
  all’effettuazione  dei  suoi  maravigliosi  concetti.  11  Besarel  perö  ha
saputo  dare  ai  suoi  mobili  una  impronta  di  buon  gusto  ben  diversa  da
quella  del  Brustolon,  che  vivendo  un  secolo  prima,  dovette  subire  gl’influssi
  del  barocchismo,  che  allora  era  in  gran  voga.  Ma  nello  stesso  tempo
che  il  Brustolon  seppe  resistere  alle  perniciose  influenze  artistiche  del
suo  secolo,  e  arditamente  iniziö  una  nuova  scuola  nella  sua  patria,  cosi
il  Besarel  senza  allontanarsi  gran  fatto  dallo  stile  di  quel  famoso  suo  predecessore
  nell’arte,  ha  saputo  imitarne  il  bello,  e  modificarne  quelle  parti,
che  male  si  sarebbero  adattate  al  vero  buon  gusto  del  secolo  presente,  nel
quäle  la  professione  dell’intaglio  in  legno  fece  mirabili  progressi.
Il  Besarel  sente  sempre  altamente  dell’arte,  e  dell’amor  di  patria,  e
animato  di  nobile  entusiasmo,  fino  dal  1861  sfidö  grandi  perigli  per  concorrere
  alla  prima  esposizione  italiana  di  Firenze.  Il  suo  paese  allora  era
soggetto  a  dominazione  straniera,  e  gravi  sciagure  incoglievano  a  chi
lasciava  trapelare  nazionali  aspirazioni.
Quäle  strano  contrasto!  Nel  1861  il  povero  Valentino  Besarel  fu  sul-
            
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