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Full text : Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 7, Gruppo VIII. - Industria del legno. Id. - scultura in legno. [Gruppo] XIII. - Carozze

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GRUPPO  VIII.

indulgenti.  Ed  il  giuri  severo  con  tutti,  ma  piü  specialmente  cogli  artisti
di  gran  merito,  non  pote  risolversi  ad  accordargli  una  ricompensa  superiore
  alla  nienzione  onorevole.
I  fratelli  Zannetti  e  Domenico  Givanni  da  Vicenza  presentarono  grandi
cornici  maestrevolmente  intaglia  e  snllo  Stile  del  Brustolon.  Quel  loro  fure
largo  ed  ardito  piacque  assai  al  giuri,  e  con  plauso  comune  assegnö  a
quelli  intelligenti  artisti  una  menzione  onorevole  per  ciascuno.
Una  graziosa  cornice  da  specchio  fn  pure  quella  esposta  dal  fiorentino
Telemaco  Deschamps,  il  quäle  anche  per  altri  piccoli  lavori  assai  bene  eseguiti
  fu  creduto  meritevole  di  una  menzione  onorevole.  Erano  troppi  i
lavori  di  quel  genere  tanto  nella  sezione  italiana  quanto  nelle  estere,  per
potere  pretendere  ad  un  premio  maggiore,  senza  qualche  merito  superlativo,
  ne  credo  che  una  tale  ricompensa  possa  essere  stata  sgradita  all’egregio
  Deschamps,  in  quanto  che  molti  altri  lavori  di  maggiore  pretensione
  dei  suoi  rimasero  privi  di  qualunque  premio,  e  ciö  non  perche  fossero
  giudicati  cattivi,  ma  perche  in  una  esposizione  internazionale,  o  bisogna
  premiar  tutto,  o  distinguere  solo  gli  oggetti  che  hanno  merito  piü
evidente.
Altre  due  menzioni  onorevoli  furono  accordate,  una  al  vecchio  ed  operoso
  intagliatore  Antonio  Rossi  di  Siena,  uno  dei  primi  restauratori  di
quell’antica  arte,  e  l’altra  a  Luigi  Ottajano  di  Napoli.  Il  primo  aveva  presentato
  un  cofanetto  di  noce,  ed  una  custodia  per  album  intagliata  in  legno
  di  sorbo  ed  ebano.  Il  semplice  disegno,  la  buona  composizione,  e  la
franca  esecuzione  deponevano  manifestamente  deU’intelligenza  distinta  dell’autore.

L’Ottajano  poi  aveva  esposte  alcune  cornici  di  stile  pompeiano  assai
sottilmente  intagliate,  ma  perö  aventi  lo  stesso  difelto  dei  mobili  sul  medesimo
  stile  eseguiti  dal  Pagano  ,  e  che  torna  inutile  che  io  qui  ripeta.

Una  ultima  menzione  onorevole  finalmente  ebbe  Salomone  Salomoni
di  Fermo,  nel  quäle  fu  riseontrato  dal  giuri  eccellente  disposizione  a  lavorare
  il  legno,  eome  seppe  dimostrarlo  nella  cornice  intagliata  che  espose,
e  nell’elegante  portaorologio  che  perö  mancava  di  un  certo  buon  gusto
nei  suoi  ornati:  ma  se  il  Salomoni  studierä  buoni  modelli,  e  si  atterrä  al
semplice  piuttosto,  che  al  manierato,  puö  andar  sicuro  di  riuscire  un  perfetto
  intagliatore.
Se  al  giuri  fossero  state  fatte  osservare  le  cornici  di  ebano  eseguite
a  sbalzo  dal  fiorentino  ebanista  Andrea  Picchi,  sono  sicuro  che  l’avrebbe
stimate  degne  di  una  medaglia  di  merito:  imperocche  erano  forse  le  sole
di  quel  genere  tutto  particolare,  in  quella  colossale  esposizione.  Ma  siceome
racchiudevano  alcuni  mosaici,  cosi  erano  state  collocate  nel  gruppo  IX.
Adesso  perö  il  bravo  e  solerte  Picchi  essendosi  recato  a  Vienna  ha  potuto
  fare  omaggio  di  un  completo  campionario  dei  suoi  lavori  all’I.  e  R.
            
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