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Sul Monte Bolca nel Veronese vi e pure un giacimento di lignite, perö
finoia poco promettente.
Altre esplorazioni dirette a scoprire banchi di lignite di epoca miocenica,
furono fatte in molte localitä. Citeremo le ricerche di Borgotaro, nel Parmi-
giano, la cui ubicazione, a 80 chilometri dalla ferrovia, e di per se infelice,
fatta pure astrazione dalla natura dei giacimenti scoperti; le esplorazioni di
Perlo e di Ficoforte nel circondario di Mondovi; quelle di maggior momento
di Sogliano nel Cesenate, dove si praticarono gallerie per la complessiva lun-
ghezza di 4,200 metri, ora deserte; quelle di San Leo nell’ Urbinate; le ligniti
di Agnana e Briatico in Calabria, parimente neglette per ragioni economiche;
i bacini del Beneventano e quelli dell’Abruzzo, i cui banchi sono troppo sot-
tili, perche la loro escavazione possa farsi con tornaconto.
Ligniti brunc dell’epoca p»»tpliocenica, — L’ Italia possiede nu-
merosi e potenti strati di legno fossile di formazione lacustre. Questi strati
si sono deposti generalmente in bacini formati dal fondo di una valle sbar-
rata da qualche roccia eruttiva al suo sbocco. La vegetazione arborea dei
monti circostanti alla valle, sembra esser stata dai turbini e dalle pioggie
trascinata nella conca. Quivi, dopo lunga permanenza a galla, resa piü pe-
sante per la immersione, la detta vegetazione venne raccogliendosi in fondo
alla conca stessa e vi giacque sepolta sotto i detriti sabbiosi e melmosi for
mati dalle torbide, che nuove piene apportavano successivamente lino a eol-
mare il bacino.
Faidarno superiore. — II sedimento di legno fossile piü copioso e posto
fra le due catene del Chianti e del Casentino, nella parte superiore del Val-
darno, che sembra esser stata sbarrata all’Incisa.
Lo strato di lignite a Castelnuovo di Massa ha 42 metri di potenza; l’e-
stensione superficiale non e stata determinata, ma sembra molto ragguarde-
vole ed e certamente di alcuni chilometri quadrati, laonde, riflettendo che
1’escavazione puö fornire 400 mila tonnellate all’ettaro, si vede di quanta
considerazione sia silFatto giacimento.
L’ubicazione del bacino sovraccennato e pure favorevole, dappoiche nella
valle corre la ferrovia aretina, e la distanza da Firenze non e che di 40
chilometri.
La lig nite di Castelnuovo appena escavata contiene da 40 a 50 per cento
d'acqua e quindi non puö essere impiegata se non dopo una conveniente sta-
gionatura, come si usa per le torbe, oppure dopo un prosciugamento artifi-
ciale. La lignite stessa, dopo la stagionatura, da un effetto utile pari a circa
metä di egual peso di litantrace. L'escavazione nel 4872 sali a 40,000 tonnel
late; quella del 4873 raggiunse le 30,000 tonnellate pel valore di 314,600
lire.
Fal Gandino. — A 20 chilometri da Bergamo, risalendo la valle del
Serio, incontrasi la piccola valle Gandino, in fondo alla quäle scorre il Romna.
In questa valle fin dal principio del secolo venne intrapresa l’escavazione di un
banco di legno fossile della potenza di 8 metri. Il bacino di val Gandino ha
una estensione superficiale di 500 ettari, ma l’escavazione, per la natura del
sovrastante terreno, si opera in modo che appena una meta del combustibile