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Full text : Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 8, Gruppo I: Industria mineraria in Italia. - Industria del ferro In Italia. - Montanistica e fucine

GRUPPO  I.

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eoke,  e  17,000  tonnellate  circa  d’acque  ammoniacali,  tenendo  hnpiegati  1,920
operai.  II  valore  eomplessivo  di  tali  prodotti  ammonta  a  19,109,735  lire,
mentre  il  solo  valore  del  gaz  prodotto  e  di  circa  13,600,000  lire.

Mariui  < 1) ,  pietre  da  costriizione  diverse
e  terre.

Importantissima  fra  le  produzioni  minerarie  d’Italia,  si  e  quella  delle
cave  delle  Alpi  Apuane,  cioe  delle  valli  di  Carrara,  Massa  e  Serravezza  che,
oltre  al  fornire  tutta  Italia  di  marmi  di  ornamento  e  statuario,  ne  provvedono
  le  principali  piazze  del  mondo.
II  deposito  calcareo  cui  appartengono  i  marmi,  si  estende  su  d’una  grande
zona  nel  scnso  della  catena  dei  monti  Apuani.  Dal  Pizzo  d’Uccello  e  dal  Sagro,
  esso  scende  ai  monti  di  Carrara,  che  ne  sono  interamente  formatij  passa,
assottigliandosi,  al  lato  destro  della  valle  del  Frigido,  ed  alla  sua  parte  supariore,
  continua  per  la  Tamhura,  il  Sella,  il  Yestito,  si  sviluppa  di  nuovo
all’Altissimo,  si  restringe  al  Corchia;  dalla  crina  di  questi  monti  scende  da
un  lato  nel  territorio  di  Yagli  ed  in  Val  d’Arni,  riprendendo  in  questa  il
suo  sviluppo,  e  dall’altra  si  getta  sulla  sinistra  della  valle  del  Frigido  e  nella
valle  della  Versilia.  Questa  grande  formazione  calcarea  presenta  qualche  interruzione
  verso  i  lembi,  di  modo  che  si  hunno  alcune  masse  quasi  distaccate,  ed
altre  completamente  isolate  come  al  Saineto  nel  Massese,  alla  Cappella,  a
Trambisera  nel  Serravezzino.
Il  calcare  cristallino  riposa  sovra  un  terreno  scistoso,  composto  in  gran
parte  di  scisti  talcosi  e  micacei,  ed  e  sottostante  ad  altri  scisti  di  varie  sorta,
talcosi,  ardesiaci,  accompagnati  o  coperti  in  alcuni  luoghi  da  anageniti  e
quarziti.  Questi  scisti  sottostanno  ad  un  calcare  grigio,  cavernoso.  Si  trovano
anche  banchi  di  scisti  intercalati  nel  calcare  cristallino.
I  geologi  non  sono  d’accordo  nello  assegnare  al  marmo  di  Carrara  il  suo
posto  nella  classificazione  generale  dei  terrcni.  Qualcuno  lo  riferi  al  trias,
altri  lo  pose  nel  lias;  il  Coquand  ed  il  Cocchi  lo  comprendono  nei  terreni
paleozoici.  Il  Cocchi  lo  riferisce  al  carbonifero  inferiore,  senza  cscludere  che
possa  far  parte  del  devonico.
I  marmi  si  dividono  in  tre  classi  principali,  in  bianchi,  bardigli,  mischi
e  brecce.  I  bianchi  si  distinguono  poi  in  statuarii,  bianco-chiari,  venati,  ed
in  bardigli,  in  fioriti,  turchini  o  cupi  e  comuni.  Ciascuna  sorte  inoltre  si  suddivide
  in  diverse  qualitä.
Le  rinomate  cave  di  Crestola,  Poggio  Silvestro,  del  Zampone,  di  Betogli,
della  Mossa,  di  Carpevola,  ecc.,  nel  Carrarese,  forniscono  svariate  qualitä  di
statuario.
(1)  Le  notizie  sui  marmi.sono  state  ricavate  da  una  monografia  dell’ing.  F'abri  pubblicata  nel-’anno
  1S73,  non  ehe  dai  lavori  del  prol.  Magenta  su  questa  materia.
            
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