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Full text: Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 8, Gruppo I: Industria mineraria in Italia. - Industria del ferro In Italia. - Montanistica e fucine

INDUSTRIA DEL FERRO. 83 
Molti esperimenti furono del pari isiituiti per tentare la eliminazione del 
fosforo, elemento che, nella proporzione di */ 2 per cento nella ghisa, basta ad 
impedire che se ne possa ricavare ferri fini, e che negli acciaj non deve su- 
perar mai l’l per mille. Finora nessun mezzo abbastanza economico si e 
troyato che riescisse efficace per la separazione del fosforo facendolo passare 
nelle loppe, nell’atto stesso dclla fusione del minerale. Tuttavia il signor 
Jacoby, nel suo stabilimento vieino a Praga (Boemia), ha provato con suc- 
cesso il trattamento per via umida dei minerali di ferro fosforosi coll’acido 
solforoso, il quäle, attaccando i fosfati basici, li trasforma in fosfati acidi 
solubili nell’acqua. Con un processo di lisciviazione, posteriore all’azione 
dell’acido solforoso. il signor Jacoby ottenne, come prodotto ultimo, dei 
fosfati cristallizzati che figuravano fra i prodotti da lui esposti, e dai mine 
rali cosi depurati egli ricavava ferri ed acciaj pregevolissimi. Esso perö eon- 
fessa che il suo processo e troppo costoso perche possa, nelle condizioni 
presenti della siderurgia, applicarsi industrialmente a grandi masse di mi 
nerale di ferro. 
La conseguenza che si deduce dal sovraesposto, e che i minerali fosforosi 
hanno pochissimo valore commerciale in confronto coi minerali privi di fo 
sforo sebbene alquanto solforosi. E ciö spiega eome nei porti di Rotterdam, di 
Amburgo, di Anversa, arrivino in gran copia minerali. di ferro puri dalla 
Spagna, dall’Africa e perfino dalla Svezia destinati alle offieine della Germania 
e del Belgio. La Francia e 1’Inghilterra importano le maggiori quantitä di 
minerali puri: la Francia non ha che presso i suoi confini verso la Spagna 
nella catena dei Pirenei, cd in Savoia, minerali ottimi ma in poca quantitä, 
ond’e costretta a farne venire dall’AIgeria, dalla Spagna e dall’Italia. L’In- 
ghiltcrra e stata meglio fornita dalla natura in fatto di buoni minerali di 
ferro; tuttavia essa e costretta ad importarne perfino 800 mila tonnellate 
all’anno per sopperire ai proprj bisogni, i quali sono sestupli di quelli 
della Francia. In sostanza, le nazioni rieche di carbon fossile e produttrici 
del ferro, sebbene fornite a dovizia di minerali di quel metallo, sono eo- 
strette a dipendere da altri paesi forniti di minerali privi di fosforo, sotto- 
stando alla condizione di pagarli nelle rispettive fonderie a prezzi relativa- 
mente alti. 
Le cose sovra esposte riguardano piü specialmente le proprietä chimiche 
delle materie dalla cui fusione risulta la ghisa; ma non sono senza impor- 
tanza le proprietä fisiche delle materie medesime. 
Importa che il minerale sia privo d’umiditä e nello stesso tempo ch’esso ™ , . 
. . . . j. • /».. r 1 orrefazione dei 
sia ui uno stato di porosita per cm possa esser facilmente penetrato dai gas, minerali. 
ed importa parimente che il combustibile adoperato sia capace di resistere, 
senza spezzarsi minutamente quando sia giunto nella parte inferiore dell’alto 
forno, alla pressione esercitata dalle materie sovrastanti. 
L’esperienza ha dimostrato che non vi e sempre tornaconto nel torrefare 
tutto il minerale di ferro, e che invece vi e spesso il massimo vantaggio nello 
adoperare minerali torrefatti misti a minerali crudi. Trattandosi di perossidi 
porosi con pochissima acqua combinata, la torrefazione sarebbp da sconsi- 
gliarsi, laddove in vece essa riescc economicamente indispensabile trattandosi 
di minerali earbonati.
	        
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