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Full text : Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 9, Gruppo XXII. - Musei industriali. [Gruppo] XXIII. - Arti dei culti

LE  ARTI  DEI  CULTl.

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devo  agli  egregi  miei  amici  Yamasaki  To-sen,  e  Wada-Shin-Zö  l’uno  e  l’altro
della  classe  dei  Damojrios,  e  membri  del  Coramissarialo  Imperiale.
I.  Rispetlate  Dio  e  amate  la  Patria;
II.  Seguite  i  consigli  della  coscienza  ed  osservate  i  doveri  della  Societä;
III.  Obbedite  ai  comandi  dello  Imperatore.
La  esposizione  di  tutto  ciö,  era  preordinata,  prima  colle  ligure  colossali
delle  Divinitä  Indiche,  quali  grandeggiavano  nelle  demolite  Pagode,  cogli  immensi
  fanali  in  forma  di  palloni,  con  il  modello  della  Torre  di  Tennoy,  uno
dei  sette  monumenti  conservati,  eon  un  Daidaiko,  immenso  tamburo,  usato
come  campana,  con  due  altari  domestici  di  legno  a  gomma  lacca,  di  culto
Buddista,  con  l’insegna  del  Drago  a  liugua  fuori,  simbolo  della  forza,  che
precede  nelle  processioni  le  immagini  delle  Deitä  ed  anco  gli  Imperatori,  e
finalmente  colla  portanlina,  ove  in  quelle  solennitä  popolari  sono  collocate  le
immagini  e  i  grandi  emblemi  dei  quattro  punti  cardinali,  cioe  la  Tartaruga
del  settentrione,  il  Gallo  dell’Oriente,  la  Tigre  dell’  occidente,  il  Drago  del
mezzodi.
Fin  qui  del  culto  soppresso  e  bandito.
I  tempii  dell’avito  culto  di  Shinto  chiamansi  in  giapponese  Miao:  essi
erano  anziche  tempii,  edicole  di  legno  bianco  (Populus  altissimus),  senza
alcun  ferramenlo,  tenute  ferme  le  pareti  da  precisissime  intelaiature  ed  incastri,
  e  il  tetto  da  grossi  travicelli:  dovevano  perdurare  solo  ventun’anni,  e
dopo  questo  periodo  rinnovarsi.  —  Due  di  queste  edicole,  sonosi  pel  corso  di
tanti  secoli  originalmente  conservate,  rinnovandole;  perche  ricordanti  una  antenata
  della  famiglia  Imperiale,  Amaterasu,  vissuta  giä  da  2025  anni:  sono
nella  provincia  dell’Ise,  e  chiamansi  di  Naikoou  e  di  Geka.  Di  esse  erano  esposte
  le  riproduzioni  in  piccolo:  tali  quali  ad  esse  sono  le  Miao  che  adesso  si
ristabiliscono,  ed  una  alla  misura  ordinaria  eravene  in  mezzo  al  Bazar  Giapponese ­
  nel  parco.  —  Come  e  detto  sono  di  legname  bianco,  vi  si  ascende  per
tre  o  quattro  scalini,  possono  contenere  quattro  persone,  ne  vi  e  alcun  simbolo, ­
  ne  alcuna  immagine,  ma  solo  entro  un  armario,  i  tre  emblemi  imperiali,
Io  specchio,  la  gemma,  e  la  spada.  11  significato  di  questi  tre  simboli  si  contiene
  nelle  parole  seguenti,  che  Shinto  stesso  vuolsi  avesse  dette  al  suo  successore:

«  Per  eterno  tempo  devono  i  miei  discendenti  questo  Impero  governare.  —
Io  ne  consegno  a  Te  la  signoria.  —  Se  in  avvenire  il  mio  spirito  vorranno
vedere,  mirino  in  questo  specchio.  Governate  il  paese  con  una  nettezza  eguale
a  questa  che  dalla  superGcie  di  questo  specchio  si  rillette.  Trattate  il  vostro
popolo  con  una  dolcezza  simile  alla  rotonditä  di  questa  gemma.  Castigate  i  nemici
  del  vostro  popolo  con  questa  spada,  e  fattili  ubbidienti,  conservateli.  »
Giacche  il  fodero  della  spada  e  di  legno.
Tale  la  traduzione  letterale,  fattamene  dall’egregio  dottor  Wagener  annoverese,
  insegnante  da  sette  anni  la  chimica  nel  Collegio  di  Nanko,  a  Tokio.
ISessuna  cerimonia  di  culto:  solo  la  preghiera  che  fa  un  anziano  del  luogo,
generalmente  anco  maestro  di  scuola,  alla  quäle  il  popolo  interviene,  e  risponde
  riunilo  nel  giardino  di  Iegumi,  che  generalmente  circonda  la  Miao:
            
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