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Full text : Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 9, Gruppo XXII. - Musei industriali. [Gruppo] XXIII. - Arti dei culti

'*■“  GRUPPO  XXIII.
alcune  ore  della  nolle  stanno  in  coro,  quelle  de]  giorno  al  telaio:  vivono  dello
spaccio  di  esse  e  dell  elemosioa  dei  passeggieri.  Stupendo  paese  rArnaenia  ,■
fra  i  campi  di  cereali,  di  cotone,  di  robbia-,  fra  le  selve  di  gelsi,  di  fiehi  e
di  palme,  all  ombra  delle  pinete  dei  Monti  Tauro,  sotto  le  chiatte  volte  dei
rozzi  chios'ri,  il  viaggiatore  per  poehi  soldi  trova  sempre  una  mensa  appetitosa
  di  legumä  e  d’insalate.
Ouesti  furono  i  premi  conferiti  nell’Arte  cristiana  di  stile  bizanlino,  il
quäle  in  tutto  mantiene  molta  unilä  di  concetto,  severo  e  solenne,  insieme  ad
una  costante  forma,  un  po  rozza,  se  si  vuole,  ma  pur  devoia.
La  maniera  germanica  nella  sua  architettura,  era  rappresentata  da  pulpiti,
da  altari,  da  organi,  e  da  sepolcri.  —  Fra  i  primi  ebbe  la  Medaglia  dei  progresso
  quello  eseguito  in  pietra  dallo  Schvenlhüler,  ma  sul  disegno  dell’  egregio
vice-presidente  dei  nostro  Gruppo  Federigo  Schmidt,  architetto  principale  dei
Comune  di  Vienna,  tanto  ci  parve  averlo  felicemente  condotto,  e  quello  dei
Belga  Goyers  di  Louvain,  Ia  bontä  dei  bassorilievi  dei  quäle  fece  passar  sopra
a  ciö  che  la  parte  architettonica  poteva  lasciare  a  desiderare.  —  Per  gli  altari
non  fummo  assolutamente  severi:  considerammo  che  nello  stile  germanico  bisogna
  pure  dislinguere  due  epoche:  prima  e  dopo  la  riforma,  o  prima  l’Arte
Cristiana  serabra  essere  stata  ispirata  costanteraente  da  uno  slancio  di  fede  e
di  speranza:  cuspidi,  pilastri,  archi  acuminati,  tigure  sottili  e  volanti,  tulto
tende  al  cielo;  poi  teme,  sembra  quasi,  il  troppo  spiritualismo,  modifica  le  sue
sagome,  le  avvicina  alla  terra,  moltiplica  le  immagini,  le  storie;  si  popola  di
santi,  il  demonio  non  munca  mai,  e  tinisce  talvolta  anche  in  un  brutto  barocchismo.
  Cosi  per  un  merito  e  per  un  buon  gusto  relativi,  premianmio  alcuni
  altari  di  Ungheria,  di  Croazia,  dei  Tirolo,  perche  migliori,  e  assai  migliori
di  quello  che  li  si  faceva  sin  qui.  —  Del  quäle  eattivo  gusto,  la  preoccupazione
fra  i  cultori  ed  amatori  dell  Arte  e  grandissima,  come  ne  e  prova  la  istituzione
in  Monaco  dei  Kunstautalt,  Stabilimento  industriale  ed  artistico  a!  tempo
stesso,  fondato  nel  4847,  con  un  capitale  circolante  di  lire  350,000,  una  esportazione
  annua  di  quasi  milje  casse  di  oggetti  di  eultoj  Ja  direzione  dei  quäle
e  affidata  all’egregio  professore  Knabl  deH’Accademia  di  belle  arti  di  Monaco,
Giurato  in  questo  Gruppo,  uomo  di  modestia  pari  al  valore,  il  quäle  provava
Ia  propria  utile  influenza  colla  immensa  differenza  fra  gli  oggetti  della  manifattura
  da  lui  diretta  e  tutti  gli  allri.
E  colla  medesima  stregua  giudicammo  e  premiammo  tutte  quelle  sculiure
in  legno,  a  tutto,  a  mezzo  ed  a  basso  rilievo,  delle  quali  i  Tirolesi  fanno  per
tutto  cosi  grande  smercio;  Statuette,  tabernacoli,  quadri:  fra  le  quali  denotammo
  per  buon  guslo  quelle  dei  Moroder.  —  Il  grande  miglioramento  nel-1
  insegnamento  artistico—industriale  in  Inspruct,  come  sarä  or  ora  indicato.  ne
assicura  che  anco  questo  ramo  della  industria  artistica,  progredirä  di  bene  in
meglio.
Sebbene  alcuni  organi  meritassero  delle  distinzioni,  fra  questi  uno  dei
Walcher  di  Ludwisburg,  con  assai  graziosi  ornamenti,  non  potrebbe  perö  dirsi
che.  fossero  benissimo  architettati.  —  Assai  migliori  i  sepolcri:  fra  essi  ineccezionabile
  uno  di  granito  e  grigio  e  rosso  dei  Geigenberger  di  Augustbu ,, g,
di  stile  assai  semplice,  come  si  conyiene  alla  piii  assoluta  di  tutte  le  cose:
la  Morte.
            
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