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Full text : Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 15, Gruppo II. - Matiere tessili. - Piante oleifere. Gruppo IV. - Olii commestibili

GRUPPO  II.

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altrui  ed  i  progressi  fatti  dagli  altri  non  possano  essere  güjstamente  apprezzati
  e  studiati  in  una  esposizione,  dove  spesso  si  mira  piü  alla  parte
estetica  nel  modo  di  collocare  gli  oggetti,  anzi  che  ad  offrire  opportune
agevolezze  agli  studiosi;  dove  su  per  trofei,  su  per  archi  si  collocano  oggetti
meritevoli  di  esame,  dove  ben  spesso  di  ciö  che  si  espone  non  vi  e  mezzo  di
conoscere  l’origine  ed  i  processi  industriali  onde  si  ottengono.  Questo  fatto
pur  troppo  dovemmo  lamentare  ripetutamente  a  Vienna.
Scarso  era  il  numero  delle  materie  filamentose  o  tessili  di  natura  vegetale
  conosciute  dagli  antiehi.  Plinio,  il  piü  antico  naturalista,  o  almeno
fra  quelli  di  remota  etä  il  piü  diligente  ed  esatto,  non  fa  menzione  che
del  lino,  del  quäle,  oltre  il  comune,  cita  quattro  specie,  che  non  e  dato  oggi
sapere  se  fossero  realmente  varietä  di  lino  o  specie  di  piante  diverse  W  e  poi
flell’  Orchomenio  il  quäle,  secondo  la  descrizione  fattane,  potrebbe  essere  la
Typha  del  cotone  e  della  canapa,  intorno  alla  quäle  spende  poche  parole,
come  di  pianta  di  piccola  importanza,  almeno  rispetto  alle  sue  qualitä
tessili.  E  noto  infatti  che,  dopo  la  introduzione  della  canapa  dall"Oriente,
si  adoperava  il  tiglio  di  essa  solamente  per  la  fabbricazione  di  corde  o  di
tele  molto  grossolane  e  che  soltanto  due  secoli  circa  avanti  le  Croeiate,  si
incominciarono  a  fabbricare  le  tele  di  canapa,  sempre  perö  molto  rozze  e
poco  atte  all’uso  di  vestimenta.  ISel  secolo  XVI  si  citavano  ancora  come
una  novitä  maravigliosa  due  camicie  di  tessuto  di  canapa,  possedute  da
Caterina  dei  Medici.
Con  lo  andere  del  tempo  il  numero  delle  sostanze  filamentose  si  e  venuto
  accrescendo,  tanto  per  la  maggior  cognizione  dei  prodotti  delle  diverse ­
  regioni  della  terra,  quanto  per  la  scoperta  dei  modi  intesi  a  trarre
partito  da  piante  a  tal  bisogno  adattatissime.
11  Ministero  di  Agricoltura  avendo  dato  incarico  ai  Giurati  italiani
alla  Esposizione  di  Vienna  di  studiare  e  riferire  sulle  cose  principali  che
ivi  si  trovavano,  io  accolsi  volenticri  l’obbligo  di  trattare  il  tema  delle  matei  ie
filamentose,  esclusi  perö  i  prodotti  tessili  della  canapa,  del  lino  e  del  cotone,
di  per  se  soli  abbastanza  importanti  per  offrire  argomento  a  speciali  rapporti.
Per  procedere  con  ordine  nella  esposizione  di  ciö  che  ho  osservato,  mi  sia
permesso  di  stabilire  alcune  categorie  nelle  quali  si  possono  suddividere
le  sostanze  filamentose  provenienti  dal  regno  vegetale:
I.  Sostanze  tessili  tratte  dagli  strati  corticali,  o  meglio  dal  libro  delle
piante  dicotelidoni  e  dallo  stipite  delle  monocotiledoni;
II.  Sostanze  tessili  tratte  dalle  foglie  e  dal  picciuolo  delle  piante,  specialmente ­
  delle  monocotiledoni;

(  1)  Qualuor  ibi  (in  ßlgypto)  lini  gcnerc:  Tanilicum,  Peltisiacum,  Buticum,  Tenlirelicum  cum  regionum
nominibus  in  quibus  nascunlur.  Plin.,  Hist,  mund.,  lib.  XlX,  cap.  1.
(2)  Fil  e  paluslri  velut  harundine,  dunlaxal  panicula  eius.
L’Orchumcnio  c  un  Gume  della  Tessagiia  che  dava  pur  nome  ad  un  villaggio  silualo  in  vicinanza  del  üume
stesso.
            
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