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Full text: Relazioni dei giurati italiani sulla Esposizione Universale di Vienna del 1873: Fascicolo 15, Gruppo II. - Matiere tessili. - Piante oleifere. Gruppo IV. - Olii commestibili

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GRUPPO IV. 
ente a zero. Le (lue grandi isole del Mediterraneo si trovano quasi in 
uguali condizione. Gli olii di Termini sono i migliori della Sicilia e sono 
esportati in gran parte in Franeia. Generalmente gli olii della Sicilia 
servono per le fabbriche industriali e non per uso di cucina. Olii fini se 
ne fanno fanno per uso di casa; Karte di fabbricare buon olio e conosciuta 
anche Iaggiü, ma non vi si fabbrica che olio ordinario con vecchi sistemi e 
vecchi attrezzi. II barone Turrisi Colonna, senatore del Regno, interrogato dal 
presidente del Comitato d’inchiesta industriale perche in Sicilia, a diffe- 
renza delle altre parti d’Italia, non si fabbricassero olii commestibili, rispose 
con queste parole: 
« Questo era uno degli studi essenziali che noi dovevamo chiedere alla 
chimiea, perche per potere ridurre gli olii di Sicilia al grado di nettezza 
abbiamo bisogno di levar loro la parte grassa con molte lavature; ma 
allora i nostri olii non possono eonservarsi a lungo, ed e per questo che 
domandiamo alla chimica i mezzi di lavorarli, e di depurarli senza che 
divengano rancidi in seguito ». 
Io non so quanto ci possa entrare la chimica in questo negozio. Nel 
resto della sua deposizione, il senatore Turrisi Colonna confessa che ci 
sia una notevole differenza di prezzo fra gli olii commestibili di Termini 
e quelli ordinari del resto dell’isola; e che Tarte di fabbricare il buon 
olio pregredisce ogni giorno, perche il commercio lo paga meglio e ne 
principia a fare piü larga richiesta. Non parmi dunque che sia quistione di 
chimica, ma di buona pratica e di giudizio. Gli olii commestibili che noi 
prcmiammo, pur non essendo paragonabili a quelli di Toscana o di Terra di 
Bari, perche eccessivamente grassi e torbidi, hanno qualche merito, e 
rammenterö, fra gli altri, quelli del signor Fazio di Ventimiglia, del 
signor Russo Calogero di Termini, del barone Croce Inguaggiato di Paler 
mo e dei signori Bonanno e Guglielmini. Ma insieme a questi furonoolii 
pessimi, e percolore e sapore non dissimili dai turchiedai greci; furono 
gli olii di Siracusa. Nessuna notizia potemmo avere circa la quantitä di 
olii commestibili prodotta da ciascun espositore, perche le sehede non si 
videro punto. 
Le cause della non buona qualitä degli olii di Sicilia e di Sardegna 
sono le stesse di quelle di Calabria, di Terra d’Otranto, e dei Principati: 
le stesse cause, che sarebbe noioso ripetere qui, e gli stessi effetti. Le de- 
posizioni orali e scritte dei proprietari siciliani, le relazioni delle Camere 
di Commercio di Trapani, Messina, Siracusa e Catania, e quelle di Ca- 
gliari e di Sassari confermano pienamente quel che ho detto. Non se ne 
fa un mistero. Al solito, la colpa o la responsabilitä di questo stato di 
cose si attribuisce al Governo, e ai Municipii per Timposte, sovrimposte e 
dazi, che toglierebbero ai proprietarii i mezzi per migliorare i loro pro- 
dotti! Parmi un po’forte attribuire a coteste cause le ragioni del deca- 
dimento e del regresso. Quando si pensa che la Sicilia produce in media
	        
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