— 89 —
a registrare le proteste di Manin, dei Pasini e dei‘ loro
colleghi nel congresso del 1845 (1).
E soltanto dopo 11 anni la strada da Venezia a Milano
fu aperta.
§ 18.
Agitazione commerciale in Venezia pel libero scambio
(D. Manin e R. Cobden).
Dopo la questione della ferrovia rnessa innanzi dai
Veneti, e sopra tutti da Daniele Manin, altre se ne
discussero, nelle quali si vide un tentativo di agitazioni
politiche, che doveva poi manifestarsi colla rivoluzione.
II Manin perö ed i suoi amiei ben comprendevano,
che lo spirito pubblico non si sarebbe efficacemente
commosso se prima agli interessi materiali ed
economici del paese non si fosse provveduto.
Perciö, favellando all’ Ateneo Veneto (10 giugno
1847), dimostrava 1’ obbligo che avevano generalmente
gli uomini di scienza e di parola di stimolare gli
uomini di azione: e desideroso di togliere il torpore,
che tanto danneggiava le altre accademie, eccitato dall’esempio
dei congressi scientiüci, egli si proponeva di
occuparsi dei mezzi atti a ridonare a Venezia la prosperitä
commerciale. Nel suo discorso si presentono i
nuovi tempi: in Manin accademico ciascuno scorge
1’ agitatore. II grande patriotta si sdegnava del letargo
di Venezia, della vendita dei palazzi degli antichi veneziani
ai re ed ai ballerini, e, rivolgendo uno sguardo
(1) II vantaggio che deriva dalla costruzione delle ferrovie fu
dimostrato da V. Pasini negli Annali di statistica.