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eeonomiche era affatto trascurato. E incredibile, ma vero,
che un rozzo e spropositato libro, di vecchio scrittore,
serviva di testo pei professori di trattati doganali, che in
uno all’ aritmetica commerciale erano materie d' in-
segnamento nel terzo anno deile scuole reali.
Per dare un’ idea deile amenitä, che si insegnavano
con questo testo alla mano, citerö il § 17. Dopo aver
detto seriamente, che cosa siano merci permesse ag-
giunge che alle non permesse appartengono i trastulli
pei bamboli « con invetriatura verdognola cangiante
in oro, il belletto bianco e certi libri ascetici e — cosi
pure tutti i libri illirici e valacchi » ! ! ! Questo e un sag-
gio del testo di — Ordinamento deile dogane ecc., ad
uso deile scuole reali e di commercio, del Blodig, stam-
pato dalla ditta Gerold di Vienna (1861). — E se il no-
stro governo avesse continuato a mantenere le scuole
tecniche, come erano allora, a vece dell’ economia poli
tica, s’ insegnerebbero tali fanfaluche (1).
Il modo col quäle s’ insegnava la chimica non era, a
mo’ d’ esempio, consentaneo coi veri criteri che dovreb-
bero guidare nell’ istruzione tecnica : si avrebbe dovuto
invero applicarla alle arti ed alle industrie. Del pari
alla matematica fu giuocoforza poscia, in tempi liberi, di
dare un altro indirizzo, dacche i professori avevano tali
programmi governativi che questi studi erano fatti in
(1) Fino dal 6 dicembre 1861 ll Poli ehiedeva che la economia
politica fosse insegnata nelle nostre scuole elementari, imitando
cosi l’Inghilterra (V. Mem. del r. Ist. Lomb., V. XI, S. III, f. 2).
Nel 1864 si ehiedeva invano al governo austriaco di istituire una
cattedra di economia politica nelle scuole tecniche a Venezia (Vedi
Messaggiere veneto, n. 79; Venezia agosto 1864). All’ universitä di
Padova soltanto 1’ illustre Messedaglia potö impartire quelle splendide
lezioni di economia politica, deile quali tutti serbiamo grata ricordanza.