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Full text: L' Italia industriale - studi con particolare riguardo all'Adriatico Superiore (Regno d'Italia e Imperio Austro-Ungarico) ; Industrie marittime

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Penn in Inghilterra, facendogli pagare le macchine na- 
vali solo 1250 franchi per ogni cavallo nominale di forza, 
mentre la Gasa Penn le faceva pagare 1500 franchi per 
cavallo. E le macchine fatte in Italia riuscirono per 
nulla inferiori alle inglesi. 
Cosi pure lo stabilimento Pietrarsa in Napoli si de- 
dica egregiamente alla costruzione di macchine navali. 
Esso fece una macchina marina di 900 cavalli, e rice- 
vette la medaglia d’ oro di prima classe dal giuri inter- 
nazionale dell’ esposizione marittima. Lo stabilimento 
ha i mezzi di dare una locomotiva ogni quindici giorni 
e tre vagoni al giorno, nonche macchine e caldaje marine. 
Alla marina dello Stato, che pella rinnovazione del 
suo modesto naviglio, non dovrä spendere in caldaje e 
in macchine, meno di 3,000,000 1’ anno, possono pre- 
stare 1’ opera propria i due ottimi stabilimenti di Sam- 
pierdarena e di Pietrarsa (1). 
§ 4. 
Materiali da costruzione navale. 
Ora che abbiamo dimostrato come 1’ Italia possegga 
cantieri per costruzioni navali in legno, in ferro ed a 
sistema misto, possiamo rallegrarci anche della buona 
condizione nella quäle essa trovasi, specialmente pei 
materiali da costruzioni navali in legno. 
La qualitäela quantitä di legnami da costruzione nava 
le che l’Italia possiede costituiscono una fontediricchezza 
(1) Di questi stabilimenti parliamo altrove, e cosi pure di altri che 
si prestarono a costruzioni navali, come le due fonderie di Treviso 
e di Venezia. — Per Pietrarsa cfr. la monografia dell’ ingegnere Mar- 
torelli Francesco, Pietrarsa e ü suo avvenire (1871). 
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