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Full text: L' Italia industriale - studi con particolare riguardo all'Adriatico Superiore (Regno d'Italia e Imperio Austro-Ungarico) ; Industrie marittime

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navi di prima classe. Durante 1’ anno 1870 si davano 
commissioni dell’ Jafet di tonnellate 320 ; dell Arfac- 
sad, 777; del Sella, 320; dell’ Eber, 777; del Ren, 334, 
e del Peleg, 926J; con ciö la llottiglia dell’ associazione 
toccö il numero di 20 velieri. 
Lo statuto dell’ associazione era insufficiente ormai 
ai grandiosi progressi e ai mirabili risultati ottenuti, e i 
grandi fatti che accudevano nel commercio indo-europeo, 
il taglio dell’ istmo di Suez, la prevalenza dei piroscaü 
sui velieri, diedero argomento a opportune innovazioni 
nell’ ordinamento della societä. 
Per ciö si convocö F adunanza del 30 giugno 1870. 
Gli azionisti unanimi deliberarono di trasformare grado 
grado il proprio naviglio, preferendo il vapore alla vela, 
e di erigere un proprio cantiere vicino a Orebich nomi- 
nando un consiglio di ispezione. 
Il fondo di deperimento venne sempre ed esclusi- 
vamente impiegato nella costruzione dei legni sociali, 
ottenendosi cosi un corrispondente minor numero di 
azioni emesse (1). 
Durante il 1870 si fece una quinta emissione di azioni, 
e si addivenne alla costruzione di altri sei navi,: Serug, 
di tonnellate 936; Nahor, 936; Tare, 850; Abraham^Q-, 
Rebecca, 930, ed Isaac, di tonnellate 1203. 
Gon ciö il numero delle navi ammontava a 26. Pel 
nuovo statuto sociale il capitale era di 4 milioni, rappre- 
sentato da 16 mila azioni a fiorini 250. Golle cinque 
emissioni si smerciarono N. 8800 azioni, restandone 
N. 7200 invendute. 
(1) La direzione non trovava piü vantaggioso collocamento che 
usufruttuandolo su quell’ eletnento, dal quäle ebbe vita.
	        
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