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Full text: Manifattura Ginori - Doccia : Esposizione di Vienna 1873

nori, a tutte sue spese, una nave nell’Indie Orientali (e fu 
la prima bandiera toscana che si vedesse in quei mari) a 
fme di trasportarne fuori i saggi di quelle terre medesime, 
che servivano alla composizione delle porcellane chinesi. 
Le prime esperienze, com’ e facile a prevedersi, furono 
molte e costosissime. I rottami delle stoviglie, o mal for- 
mate o mal colorite o guastate nei forni, selciarono nei 
primi tempi il piazzale della Fahbrica e le strade vicine. 
«. Voi camminate sull’ oro » soleva dire uno dei marchesi 
Ginori agli operai, che incontrava per la via, accennando ai 
frantumi di porcellana e di majolica colorita, che scricchio- 
lavano sotto i loro passi. 
E qui c da notarsi una cosa. 
Tutte le fabbriche di porcellana , che verso la mein 
del secolo passato , vennero impiantate in Italia c in altri 
paesi, o non ebbero lunga durata o se vissero e prospera- 
rono, si fu in grazia del patroeinio e della munificenza di 
quei Sovrani, che dopo averle istituite, le fecero lavorare per 
proprio conto. 
La fahbrica di Doccia, invece, fondata con ingenti sacri- 
fizi e nata in un paese non propizio alle grandi imprese in- 
dustriali, si resse e fiori unicamente per le eure e per la 
indomabile perseveranza dei suoi proprietarj. Chiese po- 
chissimo al governo della Toscana e non ottenne nulla, — 
seppure non voglia considerarsi per un gran beneflzio quella 
larva di privilegio accordatole temporaneamente, e cessato 
con l’ anno 1812, di essere, cioe, 1’ unica fabbrica di questo 
genere nello Stato, senza che fosse esclusa peraltro la con- 
correnza delle porcellane e di tutte le altre stoviglie pro- 
venienti di fuori, con dazi d’entrata eccessivamente miti.
	        
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