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MAK

Full text : Monografia della vetraria veneziana e muranese

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pure  da  vari  fabbricatori  di  perle  alla  lucerna  con  esito  piü  o  mono
felico.  Di  ciö  dirö  meglio  piü  innanzi  quando  tratterö  di  questo  ramo
  d’  arte  industriale  :  laonde  ricorderö  qui  piuttosto  un  altro  lavoro
  in  piastre  per  bottoni  e  spilloni  a  guisa  di  musaico  simulato
con  avventurina  e  üori  e  disegni,  lavorato  al  fuoco  di  lucerna
colle  cannelle  predette,  che  s’  avvicina  molto  ai  pezzi  cosi  detti  a
millo  üori.
Uno  stupendo  partito  dal  cristallo  nel  ramo  delle  perle  alla
lucerna  traeva  il  valentissimo  artista  Gio.  Batt.  Franchini,  che  avrö
poi  occasione  di  rammentare  altre  volte.  II  Franchini  pensava  che
se  il  cristallo  che  vanta  quäle  sua  prima  caratteristica  la  trasparenza,
  si  sovraponesse  alle  perle  in  colori  in  forma  svariata,  come
di  stella,  di  fragola  e  via  via,  le  avrebbe  vagamente  decorate;  cosi
fix.  Il  Franchini  pose  in  atto  la  propria  idea  e  le  nuove  perle  riuscirono
  splendide  e  ricercate  in  modo  tale  che  gli  procurarono  molte
commissioni.  Ciö  avveniva  nell’  anno  1822.
Anche  la  perla  imitazione  del  corallo  fu  perfezionata  essendosene
  sempliflcato  il  metodo  di  lavoro.  E  ciö  imprese  pure  il  Franchini ­
  nel  1826.  Egli  fu  il  primo  ad  apparecchiare  la  pasta  che  serviva
  per  il  fondo  di  detta  perla  anziche  nei  minutissimi  crogiuoli
messi  in  fusione  dal  fuoco  della  lucerna,  in  grandi  masse  nei  crogiuoli ­
  delle  fornaci  di  Murano  traendosene  canne  massiccie  come
qualunque  altra  pasta,  e  servendosi  della  coperta  rubinosa  delle
canne  tirate  a  Murano  anziche  delle  cannelline  tirate  alla  fiamma
della  lampada.  Cosi  il  Franchini,  avendo  sempliflcato  il  proccsso  del
lavoro  e  perfezionatolo,  ottenne  un  prodotto  dieci  volte  maggiore  e
piü  splendido  di  quello  che  si  faceva  in  passato,  laonde  non  solo
ritrasse  da  ciö  non  piccoli  guadagni  per  se,  ma  quando  gli  altri  lo
imitarono  n  ebbe  utili  grandi  1’  intera  industria.
Che  se  va  lodato  il  Franchini  per  le  anzidette  innovazioni,  sarä
pure  sommamente  da  cncomiarsi  anche  per  il  vetro  di  tinta  madreperla
  rosea  da  lui  inventata.  L’  imitazione  della  madreperla  naturale ­
  era  giä  vecchia  cosa;  fu  il  Franchini  che  nel  1827  produsse
  le  prime  perle  alla  lucerna,  di  vetro  madreperla  rosea,  ma-
            
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