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Full text: Monografia della vetraria veneziana e muranese

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favellare del modo di ridurre ü vetro in lili. La materia prima non 
sono che le canne massiccie della lunghezza di un metro, a vari 
colori, che si apparecchiano nelle fahbriche di contcrie. Quesle 
canne, che devono avere dei caratteri speciali rispeüo alla loro 
composizione, al fuoco di lucerna si stirano in iili esilissimi, iles- 
sibilissimi e tali da ridursi perüno ad essere uguali al filo del ragno, 
ed ecco come. 11 filatore alla sinistra ha un naspo che gira a guisa 
di mulinello ; prende una canna, vi fonde al fuoco 1’ estremita, la 
unisce ad un uncino ad ago che sta attaccato ad un filo fermato sul 
dorso della ruota del naspo, che ha una circonferenza almeno di 
dieci piedi; il (ilatore melte in movimento prima colla rnano e poi 
col piede sinistro la ruota, la quäle raccoglie intorno a se stessa 
il filo di vetro che tanto piü diventa sottile quanto piü la ruota ac- 
celera il proprio movimento. 11 vetro cosi lilato si riduce in ma- 
tasse precisamente come la seta, per poi adoperarlo e farne tutti 
quei vaghi e leggiadri manufalti che attraggono f attenzione spe- 
cialmenLe del sesso gentile. I lessuti si lavorano al telajo. 
Premesso questo cenno, toccherö dei successivi perfezionamenti 
conseguiti nel ramo del vetro lilato. 
Il prirno dopo 1’ Olivi che se ne ha occupato con ogni amore 
e con ogni passione fu il sig. Jacopo Tommasi di Venezia. E ben 
da trent’ anni che questo bravo ed intelligente artista studia e tru- 
vaglia indefessamente intorno alla filatura del vetro ed alle sue 
gen tili e svariate applicazioni, ed ha portato oggi il ramo d arte che 
tratta a tali progressi da non sapere ove possa egli spingerlo piü 
oltre. Fino dal 1840 egli perfezionö la tessitura del vetro varian- 
done considerevolmente i lavori e per colori e per forme, per cui 
eseguiva vasi, bicchieri, cestellini, paralumi, panieri ed altri oggetti. 
Il Tommasi, presentati i saggi delle nuove applicazioni all’ Istiluto 
veneto fino da quell’anno otteneva la medaglia d’argento, essendoche 
l’operoso ed intraprendente artisla metteva in atto ogni suo sforzo 
per dischiudere ai vetrai una nuova via. Ne il Tommasi si arrestava, 
dacche studiava sempre di allargare il campo della propria arte ese- 
guendo bomboniere, scodellini e piattini di vaghissimo effetto e 
, io
	        
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