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Full text: Monografia della vetraria veneziana e muranese

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Belluno 1813; Moschini, Guida di Murano ; Venezia, Pale- 
se 1808. 
1383. II Senato, riconfermando le leggi della concentrazione in 
Murano delle officine vetrarie, dichiara nobile V arte del 
vetro. Essa adunque era molto progredita. Matricola dei ve- 
rieri o fioleri da Muran, presso il Museo dell’ isola. 
1400. II primo artefice che ornö di fmestre di vetro istoriate il 
duomo di Milano, di nome Tommasino d’Axandri, proveniva 
da Venezia. Cicogna, Iscrizioni veneziane. 
» I Muranesi decorano coi loro prodotti vitrei le feste cele- 
brate nell’ assunzione al trono ducale di Michele Steno. San- 
sovino, op. eit. 
1404. Un altro veneziano di nome Nicolö andö a Milano col 
proprio figlio per lo stesso lavoro. Cicogna, op. cit. 
1428. Si lavoravano grosse, pesi e boccie per le taverne, ingi- 
stere e mezzuoli. Matricola dei verieri da Muran, cod. eil. 
1445. Si otteneva col vetro 1’ imitazione piü vera di qualunque 
pietra preziosa. Dal Decreto del Senato 19 ottobre anno 
sud., con cui si minacciava a quelli che spacciassero le 
pietre false per vere la pena di duc. 1000 e la prigione nei 
pozzi per due anni. 
1408. Si era trovato il cristallo. Si facevano vetri sofliati di ve 
tro comuna e cristallino, bianchi e colorati, dorati e smaltati, 
come pure oldani, paternostri a rosette, canne, collane ed 
altri lavori. Incomincia il secolo d’ oro per la vetraria. Fio- 
riscono i celeberrimi Angelo e Marino Beroviero padre e 
figlio chiamati in varie corti d’ Europa, i quali lasciano opere
	        
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