Skip to main content Jump to sidebar
MAK

Full text : Monografia della vetraria veneziana e muranese

—  24

Giunge  fino  al  180G,  cioe  al  primo  Regno  d’  Italia,  dal  quäle  furono
  sciolte  le  corporazioni  delle  arti.
E  piü  minutamente  svolta  la  parte  economica  dell’  industria
in  altro  capitolare  del  1787,  conservato  nel  Museo  ed  Archivio  di
Murano.
Anche  la  vendita  dei  vetri,  per  la  specialitä  dell’  arte,  soggiaceva
  a  discipline.  Nel  1436  fu  instituita  (o  forse  riordinata)  la  scuola
o  corporazione  dei  venditori  di  vetro,  o  stazioneri,  ai  quali  spettava
  lo  spaccio  esclusivo  dei  vetrami.  Nel  1438  essa  ne  contava
quarantuno.  Fu  sciolta  nel  30  aprile  1768,  e  si  stabil!  che  la  vendita ­
  fosse  concessa  soltanto  alle  maestranze  di  Murano  che  non
fossero  state  comprese  nel  Comparto  (1).  Al  cadere  della  Republica
  v’  avevano  in  Venezia  8  botteghe  da  vetri,  3  di  cristallo,  7
posti  di  banchetti  disposti,  due  vacui.
Dali’  esame  di  questi  capitolari  spicca  ognor  piü  il  carattere
particolare  della  Vetraria  muranese.  E  chi,  senza  evocare  tempi
e  leggi  impossibili,  giudicasse  acconcio  qualche  provvedimento  e
qualche  accordo  per  la  prosperitä  di  alcun  ramo  dell’  arte,  —  per
esempio  delle  Conterie  —  non  direbbe  errore.  Trattasi  di  un’  industria ­
  speciale  a  Venezia:  il  cui  consumo  e  i  commerci  sono  quasi
invariabili,  se  eccettuinsi  gli  avvenimenti  politici,  e  qualche  non
frequente  capriccio  della  moda;  arte  che  tutto  fa  sperare  dover
rimanere  patrimonio  esclusivo  di  Venezia.  Perche  adunque  ci  getteremo
  alla  concorrenza  come  nelle  merci  di  prima  necessitä?  E
non  attingeremo  saviezza  al  passato  ?
(1)  La  mariegola  dei  venditori  di  vetri  di  Murano,  custodita  nell’Archivio  Generale ­
  di  Venezia,  comincia  :  «  Corando  li  ani  del  nostro  Signor  raiser  ihesu  Christo ­
  rnille  quattrocento  e  trentasie  adi  sie  del  mexe  de  luio  fo  comenzado  questa  nostra
  benedeta  fraternitade  e  Scuola  .  .  .  .  »  Piü  oltre  :  «  se  metessemo  a  redificar
questa  nostra  benedeta  fraternitade  ..  ..  »
Poco  dopo  il  1500  (pag.  22)  vendevano  «  veri  cristalini  schietti  .  .  .  dorati  et
smaltadi,  lavorati  de  prefd  et  a  mordente.  »  —  A  pag.  228  e  trascritta  la  terminazione
  1768,6  aprile,  della  conferenza  dei  Censori  ed  Aggiunto  ed  Inquisitorato  alle
Arti,  approvata  dal  Senato  col  decreto  30  aprile  stesso,  circa  lo  scioglimento  della
corporazione.
            
Waiting...

Note to user

Dear user,

In response to current developments in the web technology used by the Goobi viewer, the software no longer supports your browser.

Please use one of the following browsers to display this page correctly.

Thank you.