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MAK

Full text : Monografia della vetraria veneziana e muranese

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gli  smalti  per  mosaico.  II  Radi  per  i  soffiati  d’  imitazione  della
calcedonia  ebbe  nel  1846  dall’  Istituto  Veneto  la  medaglia  d’  argento.
  Che  poi  il  Radi  abbia  raggiunto  nel  lavoro  a  soffio  di  questa
pasta  i  Miotti  non  si  potrebbe  affermarlo,  perche  cid  sarebbe  in
contraddizione  coi  fatti.  Anche  rispetto  alle  forme  i  soffiati  del
Radi  lasciavano  molto  a  desiderare.  Per  altro  il  Radi  nella  seconda
  Esposizione  vetraria  muranese,  ch’  ebbe  luogo  nel  1869,
consegui  due  premi,  uno  superiore  alla  medaglia  d’  oro,  ed  una
medaglia  d’  argento,  questo  ultimo,  conferitogli  anche  per  la  migliorata
  pasta  calcedonia.  Osserverö  ad  onore  del  Radi  ch’  egli
fece,  servendosi  di  questa  pasta,  dei  lavori  soffiati  colossali  non
piff  tentati,  tra  i  quali  un  gigantesco  candelabro,  che  sta  esposto
nella  raccolta  patria.  Finalmente  le  piastre  lucidate  alla  rotina  di
una  varietä  infmita  di  tinte  in  questo  genere  di  vetro  per  incastonar
  mobili  e  per  lavori  a  tarsie  di  smalti  fabbricate  nell’  officina
  del  Radi,  bisogna  confessarlo,  sono  di  un  effetto  e  di  una
bcllezza  affascinantc.  E  a  quest’  uso  che  meglio  di  ogni  altro  si
presta  questa  pasta,  che  anco  per  la  sua  stessa  natura  non  si  offre
la  piü  facile  al  lavoro  del  soffio.

VI.
Torna  a  vivere  il  lavoro  (teile  lampade  bianche  ed  in  colori.  —  Stupenda
lampada  lavorata  dal  Bigaglia.  —  Valentin  di  alcuni  vetrai  muranesi.  —  Angelo
Ongaro  c  i  suoi  allievi,  e  il  lavoro  di  lustri  e  candelabri.  —  Questo  ramo  d’industria
  rifiorisce.  —  Una  festa  del  lavoro  a  Murano  nel  18G0.
Ritornando  ai  vetri  muranesi  essi  pifi  che  perdere  guadagnavano
  molto  sotto  f  aspetto  di  addestrare  f  occhio  e  la  mano
in  un  genere  di  lavoro  quäle  loro  offrivano  i  vetri  a  soffio  filigranati
  e  merlati  che  tornavano  a  rivivere.  Al  manufatto  in  discorso
  teneva  dietro  il  lavoro  dolle  lampade,  che  da  vari  anni
piü  non  si  facevano.  Il  Bigaglia  slesso  nella  sua  officina  fece  la-
            
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