tutto nel campo tessile. Inoltre la Wiener Werkstätte lavorö ugualmente come commis-
sionario comprando e vendendo prodotti finiti (p.es. ceramiche della Wiener Kunstge
werbeschule, della Wiener Keramik, di Eduard Klablena e cosi via, bambole di Kaulitz,
ecc.).
Per gran parte degli oggetti prodotti nei propri laboratori la WW adoperö spesso dei se-
milavorati (p. es. lamiere prefabbricate) mentre anche la rifinitura venne spesso eseguita
fuori dei propri laboratori (p. es. la galvanizzazione di oggetti metallici).
Se per disegno industriale s’intende il progetto artistico di oggetti dell’uso giornaliero
sono da indicare qui le posate della WW ed anche qualche oggetto reticolato laccato di
bianco. Per entrambi vale l’essere stati eseguiti sia aH’interno sia al di fuori della WW: giä
nel 1907 la Ditta Bachmann s’incaricö della produzione delle posate dei cosiddetto «mo-
dello tondo» mentre e documentato che gli oggetti a perforazione quadrata, nel frat-
tempo diventati famosi. a decorrere dal 1910 vennero prodotti dalla Ditta Cloeter di
Vienna. II numero delle ditte incaricate dalla WW in un modo o nell’altro era assai vasto.
Di conseguenza la WW era importante per vasti ambiti deH'insieme dell’industria d arte
di quell’epoca. Non esisteva quasi ramo che non fosse stato incaricato dalla WW di de-
terminate produzioni il che di conseguenza era, almeno in parte, dipendente da essa.
Quäle committente per contro della WW nel ramo della vetreria operö soprattutto Lob-
meyr. Le fabbriche alle quali le esecuzioni erano affidate erano: Meyr’s Neffe/Adolf. Mo
ser/Karlsbad, Oertel/Haida, Schappel/Haida, Loetz Witwe/Klostermühle e piü tardi
anche la Tiroler Glashütte ed altre.
Servizi di porcellana (p. es. forma Merkur oppure forma Calais di Hoffmann) furono in
gran parte prodotti dalla Pfeiffer & Löwenstein di Schlackenwerth ma in parte decorati a
Vienna da Böck, servendosi generalmente di metodi meccanici di riproduzione (p. es.
calcomania oppure Stampiglie per gli spigoli e i singoli motivi). Per il metallo sono giä
state nominate le ditte Bachmann e Cloeter poi, verso la fine degli anni 20, per i lavori in
metallo furono impiegate le ditte viennesi J. Gasterstaedt, Franz Kaiser e J. G. Petzold &
Sohn. I lavori in smalto sono stati realizzati commissionandoli probabilmente alla Kunst
gewerbeschule (Scuola d’artigianato artistico( (cat. n. 37) ed in parte aH’industria d arte
(Souval, cat. n. 73).
Manca quasi totalmente la documentazione riguardante i mobili della WW di modo che la
loro realizzazione e difficilmente attribuibile e determinate ditte. La fabbricazione di mo
bili presso la WW stessa era apparentemente limitata agli anni anteriori al 1910 ecce-
zione fatta per i lavori realizzati nel reparto dell’artigianato artistico della WW.
Dall’archivio risulta che le cartoline illustrate della WW sono state stampate dagli stam-
patori viennesi Berger, Rosenbaum, Siegert, Brüder Kohn, la Gesellschaft für Gra
phische Industrie ed altri.
Numerose stamperie di tessuti riproducevano i disegni ideati dalla WW. Le ditte Max
Schmidt e Tekko & Salubra avevano nella loro gamma carte da parato della WW.
Sono inoltre documentabili dei rapporti con ditte straniere: la Vereinigte Smyrna = Tep-
pich = Fabriken AG di Cottbus produsse passatoie Ordinate dalla WW. Lavori di pizzo fu
rono eseguiti in Svizzera dietro mediazione della succursale di Zurigo (cat. n. 130). E
chiaro che le ditte nominate non rappresentano che una limitata scelta.
QUESTIONI STILISTICHE
L’insieme della produzione della WW, dal 1903 al 1932, non puö essere inquadrata se-
condo i principi di classificazione dei periodi stilistici: la WW avendo attinenze con Io
Stile Liberty dei tutto marginali, impegnandosi ben presto per il cubismo, il funzionalismo
e l’espressionismo, essendo in molti rami avanguardistica anticipando giä prima della
prima guerra mondiale I«Art Deco», offre al ricercatore un’immagine che non e ne
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